Descrizione
Mortaio in bronzo o ottone di circa 12 cm di altezza e peso intorno a 1,6 kg, caratterizzato da corpo cilindrico-rastremato impostato su piede ad anello e concluso da ampio orlo svasato con modanature concentriche. Due anse rettangolari piene, fuse in continuità con il corpo, ne agevolano la presa. L’interno appare fortemente usurato, con superficie irregolare e patina verde-brunastra da contatto prolungato con sali ed essenze vegetali. L’esterno, segnato da colpi e graffi d’uso, restituisce l’immagine di uno strumento quotidiano, impiegato per decenni nella preparazione manuale di spezie, erbe e rimedi domestici tipici delle cucine contadine e delle piccole spezierie tra fine Ottocento e primo Novecento.
Funzione
Strumento per pestare e ridurre in polvere spezie, sale grosso, erbe aromatiche e semplici medicinali, utilizzato insieme a un pestello ligneo o metallico. Il mortaio, grazie alla massa consistente e alla forma stabile, era indispensabile per condimenti, salumi, conserve, infusi e preparati alcolici, compresi vini ed elisir erboristici prodotti in ambito domestico o in piccole spezierie rurali.
Storia / approfondimento
Il mortaio documenta in modo esemplare la cultura materiale del preparare “a mano” spezie, condimenti e rimedi, fase fondamentale della filiera alimentare tradizionale. In relazione al vino, rimanda alla produzione casalinga di aromi per insaccati, conserve e infusi alcolici, oltre che ai semplici medicinali a base di erbe. L’usura interna e le ossidazioni raccontano una lunga storia d’uso, rendendolo un pezzo rappresentativo nei percorsi su cucina, spezieria e pratiche di trasformazione dei prodotti agricoli.