ANTIQUARIUM

Busto della Dea Bendata su base in marmo

SGAA-0040
Busto femminile bendato, in lega metallica patinata nera, firmato R. Uccello sul retro e montato su base gradonata in marmo chiaro. La figura sorridente, con gli occhi coperti da una fascia, evoca la tradizionale iconografia della dea Fortuna “bendata”, simbolo del caso imprevedibile.

Scheda tecnica

Datazione:

1950

Categoria:

Arredo

Tipologia:

Scultura

Materiali:

Lega metallica

Tecnica:

Lavorazione a mano

MISURE

Altezza:

3500

Diametro:

Peso:

gestione e collocazione

Stato espositivo:

In mostra

Sede:

Telese Terme

Parole chiave

dea bendataFortunabusto allegoricoscultura modernalega metallica patinatabase in marmosimbolismo del casocultura visiva italianaoggetto da arredo

Descrizione

La scultura raffigura un busto femminile dal volto sorridente, con capelli mossi e una fascia che copre gli occhi, allusione alla Fortuna “dea bendata” della tradizione classica e popolare. Il modello, in lega metallica pesante patinata a nero e firmato R. Uccello con numero di deposito, presenta abrasioni e cadute della finitura superficiale che rivelano il metallo sottostante. Il busto è fissato, tramite piastra e bullone, a una solida base tripartita in marmo chiaro, di gusto razionale, sottolineandone la funzione decorativa domestica o da studio. L’insieme coniuga rimando colto all’antico e linguaggio artigianale novecentesco.

Funzione

Piccola scultura da arredo, destinata a interni domestici o di rappresentanza (studio, salotto, ufficio), con funzione decorativa e simbolica. Il motivo della dea bendata richiama l’idea di destino favorevole o capriccioso, rendendo il busto un possibile oggetto apotropaico o di buon auspicio in contesti privati.

Storia / approfondimento

L’opera testimonia la fortuna iconografica della dea Fortuna bendata nella cultura visiva moderna, dove l’allegoria antica diventa oggetto d’arredo borghese in metallo patinato. La firma R. Uccello e la base marmorea ne collocano la produzione in ambito artigianale italiano del XX secolo. Utile per percorsi espositivi su caso, destino, simboli della sorte e ricezione del “classico” nella cultura popolare.