ANTIQUARIUM

Forbici da uva con tralci di vite

SGAA-0069
Forbici da uva da tavola con lame appuntite e ricche impugnature a rilievo decorate da tralci, foglie e grappoli. La tipologia, diffusa nella seconda metà dell’Ottocento, appartiene al rituale del servizio della frutta e documenta l’eleganza degli accessori conviviali legati all’uva e alla tavola.

Scheda tecnica

Datazione:

ca. 1880-1900

Categoria:

Tavola

Tipologia:

Forbici

Materiali:

Lega metallica argentata; acciaio

Tecnica:

Tecnica mista

MISURE

Altezza:

Diametro:

Peso:

gestione e collocazione

Stato espositivo:

Sede:

Telese Terme

Parole chiave

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Descrizione

Forbici da uva da tavola di gusto tardo-ottocentesco, con lame lunghe e appuntite e impugnature ad anello riccamente ornate. I bracci sono modellati a rilievo con tralci, foglie e piccoli grappoli d’uva che avvolgono progressivamente le prese circolari, mentre il perno centrale è coperto da una borchia rotonda. Le lame, più sobrie rispetto ai manici, presentano una sottile decorazione incisa lungo la superficie. L’insieme richiama la tipologia delle grape scissors diffuse nelle tavole borghesi e aristocratiche europee in età vittoriana, utilizzate durante il servizio della frutta. La finitura argentata mostra una patina uniforme e leggere tracce d’uso. In assenza di punzoni leggibili nella fotografia principale, la natura di argento massiccio o argentato deve essere verificata.

Funzione

Utensile da servizio impiegato per recidere piccoli grappoli o porzioni di grappolo direttamente dal piatto o dalla fruttiera durante il servizio della frutta. Le lame consentivano di separare il raspo senza manipolare eccessivamente gli acini, mentre le impugnature decorative trasformavano un gesto pratico in parte del cerimoniale della tavola. La tipologia è particolarmente associata ai servizi da dessert e alla convivialità borghese dell’Ottocento e del primo Novecento.

Storia / approfondimento

Quando l’uva arrivava a tavola, anche il gesto di separare un piccolo grappolo poteva diventare parte del rito del convivio. Queste forbici, ornate da foglie e grappoli che sembrano crescere lungo i manici, trasformano un utensile funzionale in un oggetto di rappresentanza. Diffuse nelle tavole borghesi dell’Ottocento, permettevano di recidere il raspo con precisione senza toccare gli acini destinati agli altri commensali. Nel percorso dell’Antiquarium raccontano l’uva non soltanto come origine del vino, ma come frutto, simbolo e presenza materiale sulla tavola europea.