Descrizione
Roncolino pieghevole da potatura, costituito da una corta lama in acciaio a profilo ricurvo, con tagliente interno e punta rialzata, articolata a un manico ligneo leggermente arcuato. L’impugnatura è rivestita da guancette in legno bruno, decorate mediante incisioni geometriche a zig-zag e piccoli motivi lineari, e presenta rinforzo metallico presso il perno della lama. All’estremità inferiore è applicato un anello metallico per sospensione o trasporto. La superficie della lama conserva annerimenti, ossidazioni e segni di affilatura; il manico mostra una patina d’uso coerente con un impiego prolungato. Forma, dimensioni e sistema richiudibile riconducono l’oggetto alla famiglia delle roncole tascabili o coltelli da potatura utilizzati in vigneto e frutteto tra fine Ottocento e prima metà del Novecento.
Funzione
Utensile agricolo personale destinato alla potatura leggera, alla recisione di giovani tralci, germogli e piccoli rami e alla pulizia della vite durante le operazioni stagionali. La lama ricurva consentiva di accompagnare il taglio tirando l’attrezzo verso l’utilizzatore, mentre il sistema pieghevole permetteva di richiuderla nel manico e trasportarla agevolmente in tasca o appesa tramite l’anello terminale. Strumenti di questo tipo accompagnavano vignaioli, contadini e frutticoltori nelle attività quotidiane di cura delle piante.
Storia / approfondimento
Piccolo abbastanza da stare in tasca, ma costruito per intervenire direttamente sulla pianta, questo roncolino accompagnava il lavoro minuto della potatura: recidere un giovane tralcio, eliminare una crescita inutile, correggere la vite con un gesto rapido e preciso. Le incisioni geometriche sul manico lo distinguono dagli utensili puramente anonimi e restituiscono la dimensione personale dell’attrezzo, spesso conservato e utilizzato per anni. Nel nucleo Vinum diventa una testimonianza concreta della cura della vigna, fatta di osservazione, esperienza e continuità dei gesti.