ANTIQUARIUM

Cavatappi a T in ferro a trazione diretta

SGAA-0080
Cavatappi a T in ferro con impugnatura cilindrica, gambo rastremato e vite elicoidale a trazione diretta. La forma essenziale, riferibile tra fine Ottocento e inizi Novecento, documenta uno degli strumenti più semplici e riconoscibili legati all’apertura della bottiglia e alla cultura materiale del vino.

Scheda tecnica

Datazione:

fine XIX – inizi XX secolo

Categoria:

Tavola

Tipologia:

Cavatappi

Materiali:

Ferro; acciaio

Tecnica:

Tecnica mista

MISURE

Altezza:

Diametro:

Peso:

gestione e collocazione

Stato espositivo:

Sede:

Telese Terme

Parole chiave

cavatappivinoferroacciaiotrazione direttabottigliasugherofine Ottocento

Descrizione

Cavatappi a trazione diretta con impugnatura trasversale a T, interamente metallico, composto da un robusto manico cilindrico, un lungo gambo centrale rastremato e una vite elicoidale terminale destinata a penetrare nel sughero. L’impugnatura, semplice e priva di decorazioni, è disposta ortogonalmente rispetto all’asse dello strumento e consente una presa salda con entrambe le mani. Il gambo presenta una superficie irregolare e una patina bruno-scura con diffuse tracce di ossidazione, coerenti con una lunga permanenza e un uso ripetuto. La spirale, a passo ampio e ben definito, conserva una forma regolare e termina in una punta sottile. La struttura essenziale riconduce l’esemplare alla famiglia dei cavatappi straight-pull a T diffusi tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.

Funzione

Utensile destinato all’estrazione dei tappi in sughero dalle bottiglie, in particolare di vino e altre bevande. La spirale veniva avvitata nel centro del tappo ruotando il manico trasversale; una volta raggiunta una presa sufficiente, il tappo veniva estratto mediante trazione verticale. La forma a T distribuiva lo sforzo sulle mani e rappresenta una delle soluzioni più semplici e longeve nella storia del cavatappi, particolarmente adatta all’uso domestico, di cantina e di osteria.

Storia / approfondimento

Non sempre il rito del vino ha avuto bisogno di meccanismi complessi. In questo cavatappi tutto è ridotto a tre elementi: una presa, un asse e una spirale. Il manico trasversale concentra la forza delle mani, la vite entra lentamente nel sughero e il gesto termina con l’apertura della bottiglia. La superficie scurita dal tempo conserva l’impronta di un utensile costruito per essere usato, non esibito. Nel nucleo Vinum, la sua semplicità diventa significativa: racconta il momento immediatamente precedente al versare, quando un piccolo strumento rende possibile il passaggio dalla bottiglia chiusa alla condivisione del vino.