ANTIQUARIUM

Stenotipia Grandjean per trascrizione fonetica

SGAA-0091
Stenotipia meccanica Grandjean di produzione francese, con tastiera accordale e sistema di stampa su striscia di carta. Sviluppata dal metodo ideato da Marc Grandjean nel 1909, permetteva di registrare foneticamente il parlato a velocità molto superiori alla dattilografia ordinaria.

Scheda tecnica

Datazione:

ca. 1930-1950

Categoria:

Comunicazione

Tipologia:

Macchina

Materiali:

Acciaio; metallo verniciato; bachelite; gomma

Tecnica:

Lavorazione meccanica; stampaggio; verniciatura; assemblaggio

MISURE

Altezza:

Diametro:

Peso:

gestione e collocazione

Stato espositivo:

Sede:

Telese Terme

Parole chiave

stenotipiaSténotype GrandjeanMarc Grandjeanscrittura meccanicatrascrizione foneticaverbalizzazioneufficiocomunicazioneXX secolo

Descrizione

Macchina stenotipica Grandjean da tavolo, con corpo metallico nero a profilo trapezoidale, tastiera accordale composta da tasti color avorio disposti su più file e sistema superiore di trascinamento e avvolgimento della striscia di carta. Sul coperchio è applicata la placca metallica “STENOTYPE GRANDJEAN” con monogramma centrale. La struttura compatta, il gruppo di stampa e il rullo superiore identificano l’oggetto come stenotipia meccanica destinata alla trascrizione fonetica rapida del parlato. Il modello appartiene alla produzione francese sviluppata dalla società Grandjean a partire dal sistema ideato da Marc Grandjean nel 1909.

Funzione

Strumento professionale destinato alla trascrizione in tempo reale della parola mediante un sistema fonetico abbreviato. A differenza della macchina da scrivere ordinaria, la stenotipia permette di premere contemporaneamente più tasti per registrare sillabe, suoni o gruppi fonetici, stampati su una stretta striscia di carta. Fu impiegata soprattutto in tribunali, assemblee, conferenze, uffici e attività amministrative, dove era necessario fissare rapidamente e con continuità il discorso orale.

Storia / approfondimento

Prima che registratori e software potessero conservare una voce, la parola doveva essere trasformata immediatamente in segno. La stenotipia Grandjean nasce per questo: non scrive una lettera alla volta, ma combina più tasti nello stesso gesto, traducendo su una sottile striscia di carta il ritmo fonetico del discorso. Nelle aule, negli uffici e nelle assemblee la mano dello stenotipista seguiva così la velocità della voce. Nel fondo, la macchina racconta il passaggio dalla scrittura tradizionale alla registrazione meccanica del linguaggio, mostrando come tecnica, memoria e comunicazione abbiano cercato di catturare ciò che per natura scompare appena pronunciato.