ANTIQUARIUM
This small pocket grafting knife preserves the intimate scale of vineyard work, where each cut shapes the future life of the vine

Codice Oggetto: SGANTCAM0006
Data scheda: 29/11/2025
Dati tecnici:
Materiali: Legno
Tecnica: Tecnica mista
Dimensioni: 17 × 2 x 1 cm
Peso: ca. 20 g
Provenienza e datazione: Sannita – 1950
Conservazione:
Stato: Discreto
Note: Lama con ruggine, fodero in legno
Localizzazione: Telese Terme – in mostra

Descrizione:
Coltellino da innesto costituito da una lama stretta in ferro, leggermente appuntita, inserita in un manico cilindrico in legno tornito. Un secondo elemento in legno, cavo, funge da fodero di protezione: scorrendo sulla lama forma, da chiuso, un unico corpo allungato simile a una piccola bacchetta, dotata di foro terminale per cordino. La superficie lignea mostra segni di uso e leggere macchie di colore, mentre la lama presenta ossidazioni diffuse. Strumento tipico della dotazione personale del contadino per interventi rapidi su tralci, legacci e innesti.
Funzione:
Coltello leggero per operazioni di innesto e piccola potatura su tralci, germogli e legacci della vite. Portato in tasca o appeso alla cintura tramite l’apposito foro, permetteva all’agricoltore di intervenire rapidamente in campo, incidendo la corteccia, rifilando innesti o tagliando spaghi e fili durante le giornate di lavoro in vigna.
Materiale:
Lama ricavata da lamina di ferro tagliata e sagomata, con affilatura su un solo lato e successiva tempra. Manico e fodero torniti in essenza lignea chiara, forati internamente per accogliere la lama e rifiniti con leggera verniciatura protettiva. Un anello metallico sottile rinforza il bordo del fodero, mentre un occhiello inserito all’estremità del manico consente il fissaggio di un cordino.
Rilevanza museale:
Lo strumento documenta la dimensione minuta e personale della viticoltura tradizionale, quando ogni contadino portava con sé coltelli e lame per gli innesti; la semplicità costruttiva rivela l’ingegnosità nel trasformare materiali poveri in utensili funzionali, restituendo le pratiche quotidiane di cura della vigna, il rapporto diretto tra gesto manuale, vite e territorio, e l’intimo legame con il paesaggio rurale sannita.